Codice Civile e il Condominio: Guida agli Articoli 1117-1139

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25 settembre 2026
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Guida commentata agli articoli 1117-1139 del Codice Civile sul condominio: parti comuni, amministratore, assemblea e quorum, dopo la riforma 2012.

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Codice Civile e il Condominio: Guida agli Articoli 1117-1139

Gli articoli 1117-1139 del Codice Civile, contenuti nel Libro III, Titolo VII, Capo II, disciplinano l'intera vita del condominio: dalle parti comuni dell'edificio alla nomina dell'amministratore, fino ai quorum assembleari. Questo blocco normativo è stato riscritto in profondità dalla Legge n. 220/2012, entrata in vigore il 18 giugno 2013, che ha modernizzato regole rimaste quasi immutate dal 1942. Conoscerli — almeno nelle loro linee guida — è indispensabile per ogni condomino, amministratore o proprietario che affitta un immobile in condominio.

In breve: il condominio nasce automaticamente quando un edificio ha più proprietari e parti comuni (art. 1117); l'amministratore è obbligatorio sopra otto condomini (art. 1129) e ha doveri precisi di trasparenza (art. 1130); l'assemblea decide con quorum diversi in prima e seconda convocazione (art. 1136); il consiglio di condominio è un organo facoltativo di consulenza.

Cosa dice davvero il Capo II del Codice Civile

Il condominio negli edifici è regolato dagli articoli 1117 a 1139 del Codice Civile. Non è un ente separato dotato di personalità giuridica propria: è una situazione di comproprietà che nasce automaticamente quando in un edificio coesistono unità immobiliari di proprietà esclusiva (gli appartamenti) e parti destinate all'uso comune di tutti i proprietari. Non serve un atto costitutivo: il condominio esiste di diritto dal momento in cui più soggetti diventano proprietari di porzioni diverse dello stesso stabile.

Questa disciplina è rimasta sostanzialmente ferma dal 1942 fino alla riforma del 2012, che ha aggiornato regole pensate per un'Italia urbanistica molto diversa da quella attuale, con edifici più grandi, complessi residenziali articolati su più stabili e conflittualità condominiale in crescita.

Art. 1117: le parti comuni dell'edificio

L'articolo 1117 elenca le parti dell'edificio che si presumono comuni a tutti i condomini, salvo che il titolo (l'atto di acquisto o il regolamento condominiale) disponga diversamente. Dopo la riforma del 2012, l'elenco è stato ampliato e aggiornato, ma resta — come prima — un elenco esemplificativo e non tassativo: significa che possono esistere parti comuni non espressamente citate, purché rispondano al criterio funzionale di essere destinate all'uso o al godimento comune.

Tra le voci tipicamente incluse nell'elenco figurano:

  • il suolo su cui sorge l'edificio, le fondazioni, i muri maestri, i pilastri e le travi portanti, i tetti e i lastrici solari;
  • le scale, i portoni d'ingresso, i vestiboli, gli anditi, i portici, i cortili e le facciate;
  • gli impianti idrici e fognari, quelli per il gas, per l'energia elettrica, per il riscaldamento e il condizionamento, per la ricezione radiotelevisiva e per l'accesso a qualunque genere di flusso informativo, fino al punto di diramazione ai locali di proprietà esclusiva;
  • l'area destinata a parcheggio, i locali per i servizi comuni (come la portineria, la lavanderia, il locale caldaia), gli ascensori.

Il criterio distintivo non è formale ma funzionale: un bene è comune quando serve oggettivamente all'uso o al godimento di più unità immobiliari. Per questo, in caso di dubbio su un bene specifico non menzionato esplicitamente, conviene sempre verificare il titolo di proprietà e il regolamento di condominio prima di dare per scontata la natura del bene.

Art. 1117-bis: la nozione estesa di condominio

Una delle novità più rilevanti introdotte dalla riforma del 2012 è l'articolo 1117-bis (Ambito di applicabilità), che dispone testualmente: «Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell'articolo 1117». In termini pratici, questa formula estende le norme condominiali anche a situazioni più complesse della semplice palazzina a più piani, che dottrina e prassi individuano tipicamente in due configurazioni sempre più frequenti nell'edilizia moderna:

  • il condominio orizzontale: un insieme di più edifici autonomi (ad esempio villette a schiera o villini) che condividono aree e servizi comuni, come un viale d'accesso, un impianto di irrigazione o un cancello d'ingresso;
  • il supercondominio: un complesso composto da più edifici distinti, ciascuno con il proprio condominio autonomo, che condividono a loro volta beni e servizi comuni a livello del complesso (parcheggi, aree verdi, impianti centralizzati).

Questa distinzione non è puramente teorica: incide direttamente su come si convocano le assemblee, su chi ha diritto di voto per le parti comuni del complesso e su come si ripartiscono le spese tra i diversi stabili. Nei supercondomini con molte unità, la legge prevede regole particolari per la rappresentanza assembleare, per evitare assemblee ingestibili con centinaia di partecipanti.

Art. 1129 e 1130: l'amministratore di condominio

L'articolo 1129 disciplina la nomina, la durata dell'incarico e la revoca dell'amministratore. La nomina è obbligatoria quando i condomini sono più di otto; sotto questa soglia, la gestione può restare in capo direttamente all'assemblea, salvo che i condomini decidano comunque di nominarne uno. L'incarico ha durata annuale, tacitamente rinnovabile, e l'amministratore deve essere iscritto in un apposito registro tenuto secondo i requisiti professionali previsti dalla legge (salvo i casi in cui l'incarico sia assunto da un condomino stesso, per i quali valgono regole specifiche).

La revoca dell'amministratore può avvenire per decisione dell'assemblea in qualsiasi momento, oppure — nei casi più gravi, come irregolarità nella gestione o mancata resa del conto — su ricorso dei condomini all'autorità giudiziaria. La riforma del 2012 ha rafforzato in modo significativo questi meccanismi di controllo, introducendo obblighi di trasparenza che prima erano molto più deboli o assenti.

L'articolo 1130 elenca invece le attribuzioni e gli obblighi dell'amministratore nella gestione ordinaria del condominio. Tra i compiti principali:

  • eseguire le delibere dell'assemblea e curare l'osservanza del regolamento condominiale;
  • disciplinare l'uso delle parti comuni e la fruizione dei servizi nell'interesse comune;
  • riscuotere i contributi ed erogare le spese necessarie per la manutenzione ordinaria delle parti comuni e per l'esercizio dei servizi comuni;
  • compiere gli atti conservativi relativi alle parti comuni;
  • tenere il registro di anagrafe condominiale, il registro dei verbali delle assemblee, il registro di nomina e revoca dell'amministratore, e il registro di contabilità;
  • tenere aggiornata la documentazione relativa alle obbligazioni condominiali;
  • rendere il conto della gestione ogni anno.

L'obbligo di aprire un conto corrente condominiale separato, intestato al condominio e distinto dal patrimonio personale dell'amministratore, è un'altra delle conquiste della riforma: prima del 2012 non era esplicitamente previsto dalla legge, e questo generava non poche opacità nella gestione dei fondi.

Art. 1136: l'assemblea e i quorum

L'articolo 1136 è probabilmente l'articolo più consultato di tutto il capo, perché regola i quorum costitutivi (quanti devono essere presenti perché l'assemblea sia validamente riunita) e deliberativi (quanti voti servono perché una delibera sia approvata), che cambiano a seconda della materia trattata e della convocazione.

La logica generale distingue tra prima convocazione, dove i quorum richiesti sono più elevati (tipicamente la maggioranza degli intervenuti che rappresenti anche una quota rilevante del valore dell'edificio espresso in millesimi), e seconda convocazione, dove i quorum si abbassano per evitare che il condominio resti bloccato quando non si raggiunge la partecipazione necessaria alla prima riunione. Alcune decisioni — come le innovazioni gravose o voluttuarie, le opere che alterano il decoro architettonico, o la modifica del regolamento — richiedono maggioranze qualificate più elevate, proprio perché incidono in modo permanente sul bene comune o sul patrimonio dei singoli condomini.

Data la complessità e la casistica molto dettagliata delle soglie esatte — che variano per tipo di delibera e sono state oggetto di ulteriori interpretazioni giurisprudenziali nel tempo — è prudente non affidarsi a memoria a percentuali specifiche senza verificarle. Prima di contestare una delibera per presunto vizio di quorum, conviene sempre controllare il testo consolidato aggiornato dell'articolo 1136 o chiedere conferma a un amministratore o a un avvocato specializzato in diritto condominiale.

Il consiglio di condominio: un organo facoltativo

La riforma del 2012 ha introdotto anche la figura del consiglio di condominio, un organo con funzioni puramente consultive e di controllo, non decisionali. L'assemblea può istituirlo negli edifici composti da almeno dodici unità immobiliari, nominando almeno tre condomini che affianchino l'amministratore, verificandone l'operato e fornendo un parere prima delle decisioni più rilevanti.

Il consiglio non sostituisce né limita i poteri dell'assemblea, che resta l'unico organo con potere deliberativo: la sua utilità pratica sta nel creare un livello intermedio di supervisione continuativa, utile soprattutto nei condomini grandi dove l'assemblea si riunisce poche volte l'anno e i condomini non hanno visibilità costante sulla gestione corrente.

Impatto pratico per chi vive in condominio

Per un proprietario o un affittuario, conoscere questi articoli significa sapere a chi rivolgersi per un guasto in una parte comune, capire perché una delibera è valida o contestabile, verificare se l'amministratore sta rispettando i suoi obblighi di trasparenza, o comprendere perché alcune decisioni richiedono maggioranze più alte di altre. Per chi amministra, significa avere un riferimento chiaro sui registri obbligatori da tenere, sulla rendicontazione annuale e sui limiti del proprio mandato.

Trovare rapidamente l'articolo esatto o il passaggio del verbale che riguarda una situazione specifica non è sempre semplice, soprattutto quando la documentazione del condominio è ampia: regolamento, verbali di più anni, estratti del Codice Civile. È qui che uno strumento come IgeraFincas aiuta concretamente: risponde alle domande dei condomini consultando direttamente i documenti reali del condominio — regolamento, verbali d'assemblea, e il testo del Codice Civile — citando sempre la fonte esatta e l'articolo di riferimento, senza inventare risposte.

Errori comuni

  • Confondere l'elenco dell'art. 1117 con un elenco chiuso: è esemplificativo, non tassativo — un bene può essere comune anche se non è citato espressamente.
  • Ignorare l'art. 1117-bis nei complessi con più edifici: non applicare correttamente le regole su condominio orizzontale e supercondominio genera assemblee e delibere viziate.
  • Dare per scontati i quorum senza verificarli: ogni tipo di delibera ha soglie diverse tra prima e seconda convocazione; affidarsi alla memoria genera contestazioni evitabili.
  • Considerare il consiglio di condominio come organo decisionale: ha solo funzioni consultive e di controllo, non può sostituirsi all'assemblea.
  • Non aggiornarsi dopo la riforma del 2012: chi conosce solo la versione precedente del Codice Civile applica regole superate, soprattutto su trasparenza e obblighi dell'amministratore.

Domande frequenti

Cosa si intende per parti comuni secondo l'art. 1117 del Codice Civile?

Sono le parti dell'edificio destinate all'uso o al godimento di tutti i condomini, come il suolo, le fondazioni, i muri maestri, il tetto, le scale, l'androne e gli impianti comuni fino al punto di diramazione alle proprietà esclusive. L'elenco è esemplificativo: un bene può essere comune anche se non è citato espressamente, purché risponda a questo criterio funzionale, salvo diversa indicazione del titolo.

Cos'è il condominio orizzontale previsto dall'art. 1117-bis?

È un insieme di più edifici o unità autonome, come villette a schiera, che condividono aree o servizi comuni (un viale d'accesso, un impianto, un cancello). La riforma del 2012 ha reso esplicita l'applicazione delle norme condominiali anche a questa configurazione, prima regolata solo per via interpretativa.

Quando è obbligatorio nominare un amministratore di condominio?

Secondo l'art. 1129, la nomina è obbligatoria quando i condomini sono più di otto. Sotto questa soglia la gestione può restare in capo direttamente all'assemblea, ma i condomini possono comunque decidere di nominare un amministratore.

Quali obblighi ha l'amministratore secondo l'art. 1130?

Deve eseguire le delibere assembleari, riscuotere i contributi, gestire le spese ordinarie, tenere i registri obbligatori (anagrafe condominiale, verbali, nomina/revoca, contabilità) e rendere il conto della gestione ogni anno, oltre a gestire un conto corrente separato intestato al condominio.

Perché i quorum cambiano tra prima e seconda convocazione?

L'art. 1136 fissa quorum più alti in prima convocazione e più bassi in seconda, per evitare che il condominio resti bloccato quando non si raggiunge la partecipazione necessaria. Le soglie esatte variano secondo la materia trattata: per le decisioni specifiche conviene sempre verificare il testo consolidato aggiornato o chiedere conferma a un professionista.

Il consiglio di condominio è obbligatorio?

No, è un organo facoltativo con sole funzioni consultive e di controllo. L'assemblea può istituirlo negli edifici con almeno dodici unità immobiliari, nominando almeno tre condomini; non ha però potere deliberativo, che resta esclusivo dell'assemblea.

Da quando si applica la riforma del condominio della Legge 220/2012?

La Legge n. 220 del 2012 è entrata in vigore il 18 giugno 2013 e ha modificato in profondità gli articoli sul condominio, rafforzando gli obblighi di trasparenza dell'amministratore, introducendo il consiglio di condominio e chiarendo la nozione di condominio orizzontale e supercondominio.

Attenzione: questo articolo ha finalità informativa e divulgativa e non costituisce consulenza legale. Le soglie di quorum, i termini e le eccezioni previste dagli articoli 1117-1139 del Codice Civile possono presentare dettagli specifici non coperti in questa guida. Per una situazione concreta, consulta sempre il testo consolidato e aggiornato del Codice Civile o rivolgiti a un amministratore di condominio o a un avvocato specializzato in diritto condominiale.

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